ELW: Nadezhda Oremburg – Umana Reyer Venezia 78-51

06 Novembre 2019

Parziali: 27-17; 43-27; 60-42

Nadezhda Oremburg: Nizamova, Nicholls 7, Turner 21, Raincock-Ekunwe 8, Shilova 21, Tikhonenko 3, Razheva 6, Wheeler 9, Namok, Novikova, Medvedeva 3 (all. Georgios Dikaioulakos)

Umana Reyer: Anderson 10, Bestagno 5, Carangelo 2, Gorini 2, Ciabattoni, De Pretto 1, Steinberga 7, Petronyte 13, Pastore 2, Meldere n.e., Penna 7, Macchi 2 (all. Giampiero Ticchi)

Totali di squadra:
Nadezhda Oremburg: tiri da 2 21/45, tiri da 3 8/18, t.l. 1214/, rimb. dif. 28, rimb. off. 9, p.p. 15, p.r. 14, assist 17
Umana Reyer Venezia: tiri da 2 16/40, tiri da 3 1/10, t.l. 16/23, rimb. dif. 26, rimb. off. 11, p.p. 24, p.r. 4, assist 17

Il parquet dell’Orenzburzhje Sport Hall non “sorride” all’Umana Reyer e costringe le lagunari ad alzare ben presto “bandiera bianca” di fronte alla formazione russa.
A contendersi la prima palla a due sono i quintetti composti da Anderson, Bestagno, Gorini, De Pretto e Steinberga per le ospiti e Nicholls, Turner, Raincock, Shilova e Wheeler per le padrone di casa.
Anderson e la spagnola Nicholls aprono il confronto. Nuovamente la guardia del Wisconsin dalla lunetta e immediata replica di Raincock. Assist di Steinberga per Anderson per il +2 a favore delle veneziane. L’improvvisa accelerazione del Nadezhda è opera di Anastasiya Shilova e Laura Nicholls. Shilova conferma le proprie doti dalla lunga distanza e con Raincock consente l’allungo che porta il tabellone sul 13 a 7 di metà quarto. Giampiero Ticchi chiama a raccolta le sue ragazze nel più classico dei time out e si appella a Petronyte, reduce da una grande prova nel recente derby con San Martino di Lupari. Turner non perdona dalla lunetta ma, immediata, arriva la risposta di Anete Steinberga. E’ quindi il turno di “Gigi” Petronyte che spinge le compagne nella rincorsa (15-11 a -3,48). Shilova e Turner si ergono protagoniste del nuovo strappo che porta al vantaggio in doppia cifra (21-11 a -2,54). Il centro orogranata accorcia con due tiri liberi ma Shilova è “on fire” e con due triple ricaccia indietro l’Umana Reyer (27-13 a -1,09). La “linea della carità” premia ancora Petronyte e Carangelo la imita nell’ultimo possesso chiudendo la prima frazione sul 27 a 17.
Il tecnico lagunare cambia le carte del proprio “mazzo” inserendo Macchi e Pastore ma sono ancora le gialle di coach Dikaioulakos a colpire ripetutamente il canestro lagunare toccando, con due “sussulti” di Razheva, quota +20. L’Umana si appella al proprio orgoglio e lotta su ogni pallone anche se l’inerzia della gara non si scolla dalle mani del Nazdezhda. Il divario assume proporzioni preoccupanti a metà periodo con le russe che conducono sul 41 a 19. Anderson e Bestagno sbloccano un punteggio “congelato” da lungo tempo e ancora Anderson si mette in buona luce anche se il numero delle palle perse continua impietosamente a salire. Sul buzzer che manda le formazioni negli spogliatoi per l’intervallo lungo, Nicholls insacca il canestro del 43 a 27.
A riaprire i giochi è Shilova da oltre l’arco, poi è Turner a dilatare ancor più il distacco (48-27 a -8,05). Wheeler lascia sul posto la sua avversaria diretta e “slalomeggia” nel pitturato reyerino. La Reyer sembra non aver energie cui attingere e Turner la castiga. Solo dopo quattro lunghissimi minuti, Gorini trova il fondo della retina avversaria e l’assist di Steinberga viene sfruttato a dovere da Petronyte. Erica Wheeler intravede una “smagliatura” difensiva nel comparto veneziano e non si fa sfuggire l’occasione. Penna “scalda” la mano dai 6,75 e l’1/2 di Petronyte a cronometro fermo consente all’Umana di recuperare qualche punticino. Inesorabile, Raincock e la “solita” Shilova “schiaffeggiano” le residue speranze veneziane (60-36 a -2,34). Petronyte, Penna e Steinberga firmano un mini-break a loro favore chiudendo la terza frazione sul 60 a 42.
Alla ripresa del gioco, il tabellone rimane “inoperoso” per 120 secondi sino ai canestri di Steinberga e Tikhonenko. Wheeler e Turner rappresentano un pericolo costante per le orogranata e concedono anche un po’ di “spettacolo” ai propri aficionados. La Reyer non ha le energie fisiche e mentali per invertire l’inerzia della gara e sembra pagare oltremodo il lungo trasferimento e lo scotto delle quattro ore di differenza del fuso orario. Penna cerca di dare una ventata di freschezza alle azioni offensive lagunari ma l’esito della gara non può più essere messo in discussione.
L’Umana Reyer dovrà accantonare in fretta la delusione per concentrarsi sul big-match di sabato che la vedrà impegnata al Palaminardi contro la Passalacqua Ragusa con cui condivide, al momento, il primato nella classifica generale.
(s.v.)

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