Marton (Da Olindo): “Supportare la squadra della nostra Città ci rende felici”.

31 Luglio 2020

Roberto Marton è un amico e il titolare della Trattoria Da Olindo in via Triestina a Mestre, partner orogranata che ospita a pranzo, il giorno della partita, le prime squadre dell’Umana Reyer. “Da Olindo” ha da poco rinnovato il sostegno al progetto Reyer e oggi abbiamo avuto il piacere di contattarlo telefonicamente per realizzare la seguente intervista.

1) Caro Roberto, come va?

Abbiamo ripreso e siamo tornati quasi alla normalità, ovviamente restando sempre attenti a rispettare tutte le disposizioni di sicurezza come l’utilizzo delle mascherine e la distanza e sanificando i locali tutti i giorni. Logicamente non facciamo ancora i numeri di prima, ma non ci possiamo certo lamentare visto il periodo storico.

2) Cosa significa far parte di questo progetto e cosa significa aver rinnovato il contratto in un periodo difficile?

Sono ormai quattro anni che siamo dentro al progetto orogranata e per prima cosa voglio dire che ci fa grande piacere dare il nostro contributo per lo sport cittadino sostenendo Reyer, ma anche il Venezia calcio. Non è solo una questione di ritorno economico, ma di affetto verso le squadre della nostra Città, crediamo molto nello sport. E’ bello ospitare atlete ed atleti e ci sentiamo fieri di essere veneziani.
In questi anni si è instaurato un bel rapporto con tutti i ragazzi della Reyer, non solo con i giocatori, anche con i componenti dello staff dirigenziale e organizzativo. Siamo felici che siano contenti di venire da noi.
Personalmente ho un gran bel rapporto con De Nicolao, Mazzola, Cerella, Tonut, ma in realtà con tutto il gruppo. Sono bravi ed educati, siamo contenti di averli qui, sono sempre disponibili anche per foto e autografi. I pranzi prepartita sono sempre speciali.

3) In attesa che tornino le emozioni sul parquet, ci racconti qual è il tuo ricordo più bello legato a Reyer?

In realtà il più bel ricordo non è sportivo.
L’anno scorso quando la squadra ha dovuto attendere prima di partire per Sassari (gara 6 di finale scudetto) a causa di un guasto all’aereo, abbiamo preparato da mangiare in fretta e furia e ospitato il gruppo in un momento particolare di grande tensione. Ricordo i ragazzi che giocavano a carte o ai videogiochi nell’attesa di avere un volo disponibile. Eravamo molto contenti di poter essere utili, poi abbiamo anche messo a disposizione un nostro furgone per accompagnarne alcuni in aeroporto, per velocizzare i tempi.

4) Che messaggio vorresti mandare a tutti i tifosi Reyer che leggeranno questa intervista?

Speriamo che si possa tornare presto al Palazzetto, bisogna stare vicino alla squadra per quanto possibile. Questi ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario in questi anni dobbiamo essere orogliosi di questa squadra che rappresenta la nostra Città. Bisogna tifarla sempre, specie nei momenti di difficoltà.

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