Svelato il mistero sullo scudetto del 1944 vinto dalla Reyer ma mai omologato

25 Maggio 2013

Svelato il mistero dell’unico scudetto del basket italiano vinto e mai omologato. Uno scudetto le cui finali, vinte sul campo dalla Reyer, si sono disputate nel 1944 ma del quale non vi é traccia negli annali.

Alla presenza di oltre un centinaio di persone tra i quali il presidente dell’Umana Reyer Luigi Brugnaro, il ds Federico Casarin, coach Andrea Mazzon e il vice Alberto Billio ma anche tanti ex giocatori e dirigenti di varie epoche, é stato presentato ieri alla Scuola della Misericordia il libro “Lo scudetto dimenticato…Venezia 1944, alla Misericordia, il 19 e 20 agosto si giocano le finali del Campionato di Pallacanestro” edito dall’Associazione Ve.Sport (nelle librerie dalla settimana prossima).
La presentazione ha contestualizzato quel mese di guerra a Venezia nel 1944 durante il quale proprio lo storico campo da gioco della Misericordia ospitò la finale scudetto. Gli autori del libro: Alessandro Rizzardini, Giulio Bobbo, Sergio Barizza e Franco Bacciolo, hanno ripercorso il momento storico e sportivo, ricordando i regolamenti del basket di quegli anni e raccontando le difficoltà del periodo ma anche l’importanza per la gente di allora di entusiasmarsi di fronte all’evento sportivo. Il racconto di una Reyer, campione in carica nei due anni precedenti e confermatasi anche in quell’ agosto del 1944, ha svelato infine i motivi per cui lo scudetto, pur vinto dalla Reyer, non sia mai stato omologato. Il tutto a seguito di un banale equivoco nel cronometraggio della partita decisiva (vinta dai granata sulla Ginnastica Triestina 25-23). Di fronte al ricorso da parte della squadra sconfitta, che riteneva non fosse stato recuperato un minuto di interruzione del gioco, la conseguente decisione della federazione, arrivata molti giorni dopo, fu di non omologare l’assegnazione dello scudetto.

L’attuale Presidente della Reyer, Luigi Brugnaro, ringraziato per aver ospitato la presentazione alla Misericordia e chiamato ad intervenire al termine della presentazione, ha subito fatto sapere che sportivamente la Reyer attuale non ha comunque intenzione di richiedere il riconoscimento del titolo. Al tempo stesso il presidente ha voluto peró esaltare un altro tipo di vittoria: quella rappresentata dalla centralità della gente veneziana in ogni processo storico evolutivo della città, stimolando i veneziani di oggi a far tesoro della storia e dei simboli della città, com’é appunto la Reyer, in funzione della sua modernizzazione.

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