Femminile

EuroLeague Women: Umana Reyer Venezia – MBA Moscow 61 – 62


Parziali: 22-20; 34-37; 49-50;

Umana Reyer Venezia: Bestagno 6, Carangelo 4, Thornton 10, Anderson 12, Petronyte 8, Madera, Smorto 2, Attura 9, Rescifina n.e., Ndour 10 (All.: Juan Pernias Escrig)

MBA Moscow: Nizamova 5, Petrushina, Stolyar 0, Logunova 11, Kirillova 15, Shtanko 7, Leshkovtseva 3, Korshakova, Krymova n.e, Maiga 15, Glonti 6, Evdokimova n.e, (All. Aleksandr Diratsuian)

Totali di squadra:
Umana Reyer Venezia: tiri da 2 20/45, tiri da 3 4/13, t.l. 9/18, rimb. dif. 22, rimb. off. 15, p.p. 20, p.r. 15, assist 21
MBA Moscow: tiri da 2 17/32, tiri da 3 7/21, t.l. 7/13, rimb. dif. 24, rimb. off. 9, p.p. 22, p.r. 13, assist 19

Chi desiderava un chiaro segnale di riscossa da parte delle orogranata dopo la deludente prestazione di domenica è stato sicuramente accontentato, a prescindere dall'avverso risultato finale. L'Umana Reyer non riesce infatti a imporsi, nonostante una prova di gran carattere, sulle dirette concorrenti di Mosca - che nel percorso europeo sin qui compiuto avevano già dimostrato la propria compattezza perdendo più che dignitosamente con Salamanca e Riga - e che aggiungono così punti preziosi alla propria classifica.
Fa il proprio esordio sulla sponda lagunare la neo arrivata Astou Ndour, atteso centro senegalese con passaporto spagnolo, mentre manca all'appello Elisa Penna.
Primo possesso per le veneziane subito a bersaglio con Thornton e, successivamente con Anderson. Lo scarico di Anderson su Thornton frutta tre punti e il primo time out richiesto dal coach ospite dopo il parziale di 7 a 0 subito dopo nemmeno un minuto.
L'Umana Reyer lotta su ogni listone del parquet rendendo difficoltose le azioni offensive delle avversarie e Petronyte allunga ulteriormente. Le moscovite muovono il loro punteggio grazie alla tripla di Kirillova. Bestagno risponde dalla stessa distanza prima del tentativo da oltre l'arco di Shtanko andato a buon fine.
Entrano Ndour e Carangelo prima del nuovo canestro di Shtanko che riavvicina Mosca sul -3 di metà quarto. L'azione da tre punti di Kayla Thornton viene pareggiata da Maigae (14-11 a -4,11). Ndour sfrutta l'assist di Bestagno mentre le russe continuano a "bombardare" dai 6,75 tenendosi a stretto contatto. A Carangelo replica Maiga, poi la lunetta sorride a metà al centro lagunare e del tutto a Yvonne Anderson che trova il +5. Kirillova e Logunova riportano le compagne a una sola incollatura, quindi una serie di infrazioni ritenute dubbie da Ndour, scatenano la sua rabbia nei confronti dalla terna arbitrale interamente "rosa" prima del primo buzzer parziale che chiude il primo quarto sul 22 a 20.
Si riparte con due tentativi dalla lunga falliti dalle russe che però con Logunova strappano la parità assoluta. Petronyte elargisce lezioni di tecnica sotto i cristalli nonostante l'Umana conceda troppe seconde opportunità in attacco alle avversarie che non si fanno sfuggire l'occasione per rimanere prima affiancate e successivamente facendo lampeggiare la freccia del sorpasso con Maiga. Attura scardina la difesa russa ma altrettanto fa Kirillova (27-29 a -5,18). Proficuo "dai e vai" tra Carangelo e Petronyte mentre Elena Kirillova continua a far male da ogni posizione. Le russe sporcano tutte le linee di passaggio alle orogranata, anche con qualche intervento al limite del regolamento, recuperando palloni preziosi. Il +4 per Mosca porta la firma di Maiga ma quella di stasera è la "vera" Reyer e Anderson con due "zampate" ristabilisce la parità assoluta. Shtanko e Maiga per un nuovo parziale a favore delle russe mentre è il capitano orogranata, con un 1/2 dalla lunetta, a mandare le formazioni all'intervallo lungo sul 34 a 37.
Il rientro dagli spogliatoi vede entrambi gli attacchi inizialmente "spuntati" sino al canestro di Attura. La Reyer potrebbe ritrovare il vantaggio ma Bestagno stranamente litiga con i tiri liberi. La rimonta viene altresì completata da Petronyte, ben servita da Anderson, che sigla il 38 a 37. Mizanova e Anderson per mantenere il minimo divario a favore dell'Umana. Astou Ndour si esalta dopo la tripla messa a segno (43 a 39 a -4,01) scatenando l'entusiasmo dei circa trecento fedelissimi presenti. Maiga e nuovamente Ndour prima dei personali messi da Thornton che valgono il +6. Logunova per il suo sesto punto personale subito portato a quota nove con un'azione da tre punti. Le triple di Madera e Carangelo si infrangono sul ferro. La play campana realizza uno dei due tiri liberi concessi e non va meglio a Nizamova. La tripla di Leshkovtseva vanifica gli sforzi delle padrone di casa chiudendo la terza frazione sul 49 a 50.
L'ultimo e decisivo quarto inizia con l'invenzione di Elena Smorto che si iscrive a referto. Purtroppo Glonti conferma la pericolosità delle russe dalla lunga distanza e Logunova sfrutta al meglio il miss match creatosi sotto i tabelloni trascinando i propri colori sul +4. La stanchezza affiora e appanna le percentuali delle orogranata che subiscono l'ennesima tripla delle moscovite (51-58 a -6,57). Il time out chiamato da coach Pernias Escrig rimette un po' d'ordine tra le veneziane che si riavvicinano con Bestagno. La corpulenta Maiga ha ragione del "fuscello" Ndour, poi Nimazova non capitalizza i liberi a suo favore. Il guizzo nel pitturato di Anderson accorcia il divario, poi è Ndour a catturare un rimbalzo offensivo depositando il 57 a 60. Ennesimo pari grazie alla tripla di Beatrice Attura che fa "saltare" l'intera panchina veneziana. Le "legnate" sotto i tabelloni ben rappresentano questa fase del match, in cui l'agonismo prevale sul bel gioco. Sedici secondi e "rotti" per aggiudicarsi l'incontro e possesso per le lagunari che però ne possono sfruttare solo cinque. Esce il tentativo di Anderson e Kirillova sfrutta il varco creatosi incuneandosi nella difesa lagunare. L'ultimo pallone viene consegnato a Ndour ma il suo tiro carambola più volte sull'anello. Il rimbalzo di Bestagno e il successivo fallo subito portano il capitano in lunetta. Silenzio assoluto sugli spalti e solo 1/2 a cronometro fermo, a conferma di una serata deficitaria dalla lunetta. L'Umana Reyer esce sconfitta ed esausta dal confronto meritando i convinti applausi del proprio pubblico che ha ben compreso come le veneziane abbiano dato veramente tutto.
(s.v.)


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