Femminile

Presentate Kuier e Shepard


Questa mattina sono state presentate al Taliercio le due nuove giocatrici dell'Umana Reyer Venezia femminile Awak Kuier e Jessica Shepard. Di seguito le loro dichiarazioni.

Awak Kuier

Sono molto felice. È da molto tempo che guardo all'Umana Reyer come una delle squadre in cui mi sarebbe piaciuto giocare. Mi ritengo molto fortunata perché, da quando sono arrivata, mi hanno accolto molto bene, mi sento partecipe, mi sento già a mio agio con il club e le mie nuove compagne. Siamo un gruppo molto giovane, ma anche molto motivato, molto volenteroso per crescere e fare delle cose importanti insieme.

La preseason è andata molto bene, perché stiamo costruendo una buona chimica di squadra e siamo una squadra giovane. Io ho perso le prime due settimane, ma mi hanno detto tutti che hanno lavorato molto bene. C'è una grande fiducia tra di noi: abbiamo grande fame, grande voglia di arrivare. È chiaro che sarà un percorso lungo di crescita e costruzione della squadra, ma le sensazioni del lavoro fatto fino adesso sono positive.

Coach Mazzon è un allenatore molto intelligente, che capisce bene la pallacanestro, ma che cerca di avere con le giocatrici anche un rapporto che va oltre e ci aiuta nella ricerca di quello di cui abbiamo bisogno. Anche da questo punto di vista non poteva andarmi meglio. Mariella Santucci, per me, è come una sorella: eravamo molto legate, a Ragusa, e continuerà a essere importante il mio legame con lei, perché ci aiutiamo a vicenda e ci troviamo molto bene insieme: sono molto contenta di averla qui.

La stagione in WNBA mi ha motivato molto e mi ha dato grande entusiasmo nel tornare a giocare in Europa, dove avrò un ruolo più importante rispetto a quello marginale ricoperto in America, anche se è chiaro che sono giovane, sto imparando e in una squadra in cui c'era tanta concorrenza mi ha fatto crescere e maturare. C'era anche Thornton, che è stata molto importante nella mia scelta, perché mi ha parlato molto bene della società e della professionalità che c'è qui.

Sono molto contenta del mio biennio a Ragusa, dove sono arrivata molto giovane e ho imparato molto, assumendo nella seconda stagione un ruolo più importante della prima. Mi ha aiutato a crescere, ma adesso ho sentito che era il momento di giocare in una squadra che facesse l'EuroCup, perché sono una giocatrice che vuol continuare a sviluppare il proprio gioco. E poter giocare in Europa in un club ambizioso è un'ottima situazione anche per me.

Jessica Shepard

Anch'io sono molto entusiasta di essere in un club ambizioso come la Reyer, che ha vinto molto negli ultimi anni, in entrambi gli ambiti, sia maschile che femminile. Abbiamo una squadra di talento, siamo molto motivate e abbiamo tanta voglia di fare bene e una bella stagione.

Qui ho trovato una grande mentalità negli allenamenti, belle facce, tutte abbiamo voglia di competere, siamo tutte motivate nel voler vincere. E questo, la voglia di arrivare alla vittoria comune di squadra, è lo spirito che muove anche me. Mi sono sentita molto, sia prima che dopo la firma, con coach Mazzon. Qui c'è un sistema e una sistemazione di club che cercavo e volevo. E il lavoro che stiamo facendo sta confermando ciò che di buono conoscevo e avevo appreso.

A spingermi a scegliere Venezia è stato un po' tutto: dalla presenza di coach Mazzon al prestigio e all'organizzazione del club, dal poter rappresentare Venezia al fatto che volevo rimanere in Italia, fino al fatto che considero questa una società con cui ritengo possibile arrivare a fare qualcosa di importante. Ho anche trovato un sistema familiare in cui tutti mi stanno aiutando e stanno cercando di mettere me e tutta la squadra nelle condizioni in cui poter rendere al massimo.

La mia stagione in WNBA a livello di squadra è stata normale e anche per me, a livello personale, non è stata esaltante: anche per questo metterò nella stagione con Reyer grande motivazione per fare uno step ulteriore. Invece è sempre un'emozione poter rappresentare il proprio Paese, per cui sono molto riconoscente di essere stata convocata e aver potuto competere a Los Angeles con le altre giocatrici della Nazionale 3 contro 3: una specialità più performante dal punto di vista difensivo, ma anche offensivamente, visto che hai più possibilità di giocare uno contro uno e migliorare la penetrazione e l'attacco al ferro. E, in ogni caso, un'occasione di crescita.

Sono onorata di essere stata scelta come miglior straniera in un campionato forte e competitivo, con tante ottime giocatrici, come quello italiano. Voglio condividere il premio con tutta l'organizzazione di Sassari e le compagne, che mi hanno aiutato a vincere questo premio. Ma il prossimo anno voglio vincere titoli di squadra, non individuali.


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