Femminile

Yasuma e Delaere presentate alla stampa


Nella tarda mattinata di oggi sono state presentate alla stampa al Taliercio Shiori Yasuma e Antonia Delaere, due nuovi acquisti dell'Umana Reyer. Di seguito le loro dichiarazioni.

Shiori Yasuma

Sono molto contenta di essere qui e di come mi hanno accolta i tifosi e la società di questa bellissima città. Mi piace molto anche coach Mazzon, che trasmette tanta passione ed energia e mi ha chiesto soprattutto di difendere e di apportare playmaking al gioco di squadra. Io penso di poter portare principalmente ritmo, velocità e la capacità di far correre la squadra, che è l'idea di base del coach. Non sarà sempre come domenica, quando abbiamo fatto una partita da 26 assist, però l'idea è questa.

Quella ai Mondiali è stata una esperienza molto importante per me, anche perché ci tenevo tantissimo a far parte della squadra, dopo aver saltato le Olimpiadi. Purtroppo è andata male come risultati, per cui questo ha tolto parte della soddisfazione, per quanto il mio obiettivo fosse soprattutto quello di esserci e vivere questa esperienza. Con la Reyer voglio adesso giocare per vincere, anche se lavorerò, anche in allenamento, una partita per volta per prendermi cura del mio gioco e di quello della squadra, per crescere e migliorare. Nel mio primo anno lontano dal Giappone, a Friburgo, vincere il campionato è stata una sorpresa anche per me.

Antonia Delaere

Sono stata accolta a braccia aperte da società e compagne e quindi sono contenta di come è cominciata questa nuova avventura, anche perché sono arrivata in un momento molto particolare, in cui la squadra aveva completato parte della preparazione precampionato. Questa è una squadra che lotta, che ha voglia di stare insieme, di giocare. E sicuramente è stato bellissimo il primo impatto con i tifosi, domenica, e sono molto orgogliosa di rappresentare Venezia.

Con coach Mazzon ho avuto un ottimo impatto, mi è piaciuto molto: ho capito da subito che ha grande conoscenza della materia, mi è piaciuto molto il fatto che abbiamo parlato a lungo prima di entrare in campo, con molti esempi visivi della pallacanestro anche maschile, non solo femminile. Sicuramente abbiamo una squadra che può correre tanto, in particolare con Yasuma in campo: dobbiamo abituarci ed essere pronte a fare questo. Però abbiamo una squadra che può avere tante soluzioni, proprio per il fatto che siamo giocatrici versatili, che possono avere tante diverse connotazioni in campo.

Il campionato italiano è molto migliorato, non ci sono solo le “big three”, tra cui noi, ma tante squadre hanno firmato giocatrici interessanti. Io, pur sapendo fare diverse cose, sono stata in tutta la mia carriera una giocatrice “di squadra”, cercando di fare quel che chiede il coach e mettendomi prima di tutto al servizio delle mie compagne.

La mia esperienza ai Mondiali è stata agrodolce, nel senso che avevamo cambiato tanto, con 6 giocatrici che erano alla prima grande competizione, quindi la squadra era in fase di ricostruzione, anche per la novità di lavorare con un nuovo coach. Mi porto dietro il fatto di aver affrontato le giocatrici più forti del mondo e questo comunque mi fa crescere, perché confrontarmi al più alto livello possibile è il motivo per cui gioco a basket. Avremmo potuto fare meglio, perché non abbiamo giocato la nostra migliore pallacanestro, senza grande ritmo, senza grande fluidità, pur dimostrando che in campo giocavamo cercandoci.


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