Mazzon: Puntiamo ai risultati attraverso la crescita tecnica

22 Luglio 2022

“L’obiettivo per la prossima stagione? In questo momento, non dobbiamo limitarci a pensare ai risultati, ma concentrarci sul dato tecnico, perché è questo che poi ci porterà ai risultati”. Dopo l’ottimo bronzo europeo alla guida della Nazionale Italiana Under 20, che ha coronato la sua stagione di esordio nel basket femminile, coach Andrea Mazzon è già concentrato con idee ben chiare in merito alla nuova annata che, per la prima volta dall’inizio della stagione, lo vedrà alla guida della prima squadra dell’Umana Reyer femminile.

“Ci dovrà essere sempre – prosegue Mazzon – quel tipo di fame, di unione di intenti e di mentalità che ci porterà anche a fare risultati e a creare qualcosa di importante. In questo periodo dell’anno, sembra che tutti gli allenatori dicano che gli altri sono forti: personalmente non faccio pretattica, ma parlo sempre sinceramente, onesto e chiaro su quello che andiamo ad affrontare. Quando su dodici giocatrici se ne cambiano dieci, più Pan che praticamente è anche lei una novità dopo il lungo stop, è ovvio che serve un periodo di adattamento. Ed è altrettanto ovvio che altre squadre che hanno mantenuto un nucleo fisso importante all’inizio faranno meglio di noi. Ma ciò non toglie che siamo tutti consapevoli di avere una buona squadra. Magari non vinceremo tutto, ma sono sicuro che queste ragazze faranno innamorare i nostri tifosi, che invito a venirci a vedere numerosi. Perché, ve lo assicuro, sarà entusiasmante vederle giocare, pensando alle loro interessanti caratteristiche, anche di spettacolarità e velocità”.

Una caratteristica della nuova Umana Reyer femminile è poi la gioventù. “Certamente abbiamo allestito un roster giovane, anche nelle straniere: è stata una scelta voluta. Abbiamo deciso di ripartire in modo da vedere il futuro con alcune ragazze anche molto giovani. Forse ora non siamo forti come Schio o come alcune giocatrici di Bologna, ma la valutazione va fatta sul lungo periodo, almeno un paio d’anni. Quel che abbiamo cercato di costruire, anche a livello giovanile, è qualcosa che rimanesse nel tempo. Si tratta poi di tutte ragazze che vogliono crescere di livello, spinte da grandi motivazioni. E non dimentichiamo che il più grande acquisto per noi sarà il recupero al 100% di Francesca Pan che, senza offesa per tante altre giocatrici italiane, credo veramente sia una delle migliori tre azzurre in questo momento. Non dobbiamo però mettere fretta nemmeno a lei, perché dopo un anno ferma, senza ritmo e partite importanti nelle gambe, ci vorrà qualche mese per ritrovarla al top. Noi proveremo a darle una mano, ma quel che conta di più è che è lei stessa ad avere dentro di sé un fuoco gigantesco”.

A proposito di giovani, la Nazionale Under 20 di Mazzon è stata indubbiamente una delle più belle sorprese cestistiche dell’estate azzurra. “Sicuramente il terzo posto, con una sola sconfitta in tutto il torneo, è stata una cosa inaspettata. Visti tutti i problemi che abbiamo avuto prima della partenza, con l’assenza di tante ragazze scelte per vestire questa maglia, ero io il primo a non sapere cosa aspettarmi. Non solo la neo orogranata Matilde Villa, che era stata inserita dalla Fiba tra le 5 principali ragazze da seguire ed è chiaro che un po’ mi dispiace, ma ad esempio anche la “5” titolare Spinelli di Ragusa, per un piccolo infortunio al ginocchio. Invece, la risposta di queste fantastiche ragazze è stata fenomenale: le sostitute hanno fatto davvero il massimo, un lavoro incredibile, e hanno mostrato grandissimo impegno e determinazione. Non mi stancherò mai di ringraziarle. Tanto più che, escludendo 3 giocatrici che li avevano già fatti e un paio che li avevano affrontati in maniera solo marginale, nel gruppo molte avevano visto gli Europei solo in televisione e per alcune era addirittura la prima volta in Nazionale. Abbiamo giocato contro gruppi consolidati come quelli di Francia e Spagna, con tantissima esperienza più di noi, ma da cenerentola ci siamo tolti una bella soddisfazione. Lo devo dire: non è facile vedere tanto spesso una cosa del genere. Anche perché, tante volte, si dimentica che queste ragazze stanno lontane da casa, non stipendiate, per 80 giorni. E la loro vera passione per questo sport accresce ancor di più i loro meriti”.

 

Dopo i successi al maschile, insomma, Andrea Mazzon è ormai calato completamente nella realtà di un basket femminile di cui si è davvero innamorato. Lo ha testimoniato, ad esempio, il suo intervento al workshop di RbCare, proprio sul tema dello sport in rosa. “Per questa opportunità devo ringraziare veramente RbCare perché ben conosco la serietà dei suoi dirigenti e come portano avanti il loro progetto. È un’azienda che, oltre alla fortissima passione che mette nello sport, ben rappresenta come si pone Reyer nei confronti dello sport femminile, con l’immagine di freschezza, gioventù e vitalità offerta dalla squadra. In questo io mi ci vedo molto, ci vedo perfettamente le basi, anche comportamentali, su cui stiamo costruendo prima squadra e giovanili. Nel contesto specifico, tra i vari speech coordinati a Villa Braida di Mogliano dall’ex giocatore Marco Mordente, a me è stato affidato quello di parlare dell’universo femminile, sia con riguardo al campionato che alla Nazionale, tanto più che il giorno successivo sarei partito per gli Europei. L’obiettivo era quello di inviare alle ragazze un messaggio importante proveniente dal mondo maschile all’interno di un interscambio riguardo al quale dovrebbero tenersi più spesso dei workshop. Perché, anche se normalmente non ci si pensa, nello sport ci sono tantissime contraddizioni, legate al genere. Si parla ad esempio di difesa “a uomo”, di “uomo contro uomo”, di passare la palla “all’uomo libero”. È ben emerso come noi dobbiamo utilizzare le parole in maniera intelligente e non scontata. Sono cose che, anch’io, ho iniziato a scoprire durante i primi allenamenti. E, lo ammetto, inizialmente ne è derivata qualche difficoltà, tant’è che mi sono posto diverse domande. Così, adesso, non dico più “giocatore” o “giocatrice”, ma “atleta”, che vale per qualunque sport e qualunque sesso”.

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