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Elisa Penna: la vicecapitana rilancia la sfida delle campionesse d’Italia


“Cosa avrei detto se qualcuno, la scorsa estate, mi avesse detto che dopo un anno sarei stata la vicecapitana delle campionesse d’Italia? Che doveva farmelo vedere, per farmici credere davvero”. Invece, adesso, Elisa Penna è a tutti gli effetti la vicecapitana dell’Umana Reyer, che sta finendo gli ultimi giorni di riposo prima di ripartire verso la stagione in cui porterà sulle maglie, sia in campionato che in Eurolega, il tricolore. Di vero e proprio riposo, però, non si può parlare, per Penna: da grande professionista, le ferie sono ormai da un po’ anche quelle un ricordo. “Mi sono concessa due settimane di stop totale per recuperare dagli acciacchi di una stagione lunga e dura, ma poi ho subito ripreso il lavoro per rimettermi in forma in vista della preparazione”, spiega, proprio al termine di una seduta di un paio d’ore in palestra.

L’ala lombarda, insomma, già morde il freno. “Immagino che sarà bellissimo giocare da campione d’Italia e non vedo l’ora di vedere la divisa con lo scudetto, oltre a non vedere l’ora anche di ricominciare. Quest’anno, ovviamente, le aspettative saranno ancor più alte, perché veniamo da una super annata. È stata una stagione a tratti pazzesca, quasi assurda, in cui alla fine siano riuscite a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissate. Non capita tanto spesso di giocare quattro finali su quattro, ovvero tutte quelle possibili. Ne abbiamo vinte due, una, quella europea, l’abbiamo davvero sfiorata. Come definire tutto ciò, se non pazzesco? È la prima volta, da quando sono un’atleta senior, in cui ho giocato in una squadra così unita, sia in campo che fuori. L’amalgama e la voglia di stare insieme sono stati i segreti per superare i tanti ostacoli che abbiamo dovuto affrontare. Volevamo tutte fortemente ottenere lo stesso risultato, siamo state sempre sulla stessa pagina e alla fine l’abbiamo ottenuto. Per questo sono convinta che, pur avendo il prossimo anno più pressioni, il gruppo riuscirà a restare leggero di testa e che ci aspetterà un’annata divertente”.

Divertente, ma sicuramente molto impegnativa, tra A1 e Eurolega… “Sicuramente quest’anno il campionato si presenta più interessante e competitivo. Al di là delle solite avversarie, penso a Bologna, con Zandalasini e straniere di livello, a Lucca, che ha puntato su giocatrici molto interessanti, a Campobasso, che si è molto rinforzata, e non solo. Molte compagini, chi più e chi meno, si sono rinforzate in alcuni ruoli e poi tutte le avversarie ci vorranno battere. Riuscire a rivincere sarà super impegnativo, ma per me dovremo soltanto prendere le cose con tranquillità, giocando a basket come lo scorso anno, per dare il meglio di noi: i conti si faranno solo alla fine. Quanto all’Eurolega, ci sono squadre pazzesche, tra cui diverse che abbiamo visto già due anni fa. Ch già c’era quando l’Umana Reyer è tornata sul massimo palcoscenico europeo sa bene che questo è tutto un altro mondo, rispetto al campionato, per fisicità, intensità e velocità di gioco. Starà a noi farci trovare pronte: la squadra è stata costruita per far bene anche in Europa, ma è relativamente giovane, potendo così rischiare di pagare qualcosina a livello di esperienza. Dobbiamo comunque prenderla come un’opportunità, scendere in campo con la mentalità giusta, dare il massimo come energia, non aver paura perché sarà un bel momento di crescita”.
Per Elisa Penna, che ha iniziato il suo cammino verso il basket di vertice proprio dalle giovanili dell’Umana Reyer, ogni nuova tappa è del resto un nuovo tassello. “Se ripenso al percorso che ho fatto fin da piccola, quando sono arrivata qui, è stata una continua crescita. All’inizio di una nuova stagione, quindi, spero di riuscire a fare un nuovo passo in più, perché per me non è mai abbastanza, il punto fino al quale sono arrivata. Sono abituata ad alzare sempre l’asticella e a puntare a migliorarmi, sia come giocatrice che come persona. Anche l’esperienza all’ultimo Europeo con la maglia della Nazionale la valuto in questa prospettiva. Pur essendo andata male, ci ha permesso infatti di confrontarci con i nostri limiti. Personalmente, insomma, mi ha fatto solo bene, facendomi capire dove posso migliorare per diventare una giocatrice a un livello ancora migliore rispetto a quello di adesso. In tal senso, anche la nuova esperienza in serie A1 e in Eurolega possono solo aiutarmi. Devo quindi ancora una volta dire grazie alla società, che mi ha sempre dato la possibilità di fare le mie scelte. Sarò ad esempio sempre grata all’Umana Reyer, che ha subito accolto la mia volontà di andare negli Stati Uniti a fare un’esperienza fondamentale, che mi ha dato tantissimo per tutti gli aspetti della mia vita. E adesso sono pronta a concentrarmi sulla prossima annata in orogranata. Sicuramente la gran parte della squadra è quella e trovo positivo soprattutto che si sia deciso di confermare il nucleo di italiane, con cui mi sono trovato molto bene e possiamo solo migliorare l’unione tra noi, sia in campo che fuori. Fagbenle e Howard sono due giocatrici eccezionali, ma anche Ndour e Thornton sono altrettanto forti. Sarà più semplice tirarle dentro e trovare il giusto livello di amalgama”.


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